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il futuro di Augusta nelle tue mani

4 MILIARDI ALLA SICILIA: E GLI ALTRI 14 DOVE SONO?

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BERLUSCONI, LOMBARDO & COMPAGNI

HANNO DATO 4 MILIARDI ALLA SICILIA?

O GLIENE HANNO RUBATO ALMENTO 14? 

RINGRAZIAMOLI ALMENO PER I DONI DEL

TERMOVALORIZZATORE, DEL RIGASSIFICATORE,

ED ANCHE DELLA FUTURA ...... CENTRALE NUCLEARE

 

acqua alta ad augusta sempre più alta

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PER VENEZIA IL M.O.S.E.

IN OLANDA LO ZUIDER ZEE

E PER AUGUSTA?

Le fotografie sono chiarissime, i risultati altrettanto evidenti:

ad Augusta abbiamo avuto negli ultimi 25 anni un fenomeno che a Venezia avrebbero chiamato “acqua alta” e a Pozzuoli “bradisismo positivo”.

Ma ad Augusta non siamo né nella laguna veneta né a Pozzuoli, …. e forse ci dobbiamo attrezzare come in Olanda con un altro “Zuider Zee”, quel sistema di grandi dighe che impedisce all’oceano Atlantico di allagare l’Olanda, una volta chiamata “Paesi Bassi” proprio perché parte del suo territorio si trova sotto il livello del mare, come il rione ……. “Borgata” di Augusta.

Ho già segnalato il caso all’INGV (=Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) trasmettendo anche le fotografie, ma al momento (dopo circa tre mesi) non è pervenuta alcuna risposta.

La cosa, però, non mi sorprende: quando si tratta di parlare di Augusta e dei suoi rischi è meglio fare silenzio, non rispondere, ignorare, far finta di niente, censurare.

Lo fecero anche le massime istituzioni nel dicembre 1990 in occasione del terremoto: si mentì su epicentro e intensità, si nascose l’onda anomala, non si disse nulla sullo sprofondamento dei fondali tra Brucoli ed Agnone, ci si dimenticò di Augusta, persino nei TG nazionali. Nell’ottobre 1991 ci dissero perfino che ci eravamo inventati il terremoto.

Nel frattempo, al largo, tra Catania ed Augusta, a circa 2000 meri di profondità sono stati collocati due “strumenti”: l’uno per lo studio dei neutrini e per studiare i “movimenti” della terra, e l’altro per evitare (qualora fosse possibile) una tragedia simile o peggiore di quella dello tsunami del 26 dicembre 2005, (o dell’attuale catastrofe di new Orleans negli USA) anche perché qualcuno ha ricordato, dopo la tragedia del Sud-Est asiatico dello scorso inverno, che un terzo dei maremoti avvenuti nel Mediterraneo hanno “toccato” la Sicilia, e che i più disastrosi (ed anche più numerosi) hanno avuto come teatro le coste della Sicilia sud-orientale, mentre per quello strano silenzio che grava  su Augusta (a causa del rischio petrolchimico) è stato meglio spostare l’attenzione dei media sul maremoto di Messina del 1908.

Nella speciale classifica dei maremoti Augusta batte Messina 5 a 2, mentre le Eolie sono in testa alla classifica con 8 maremoti, ma di minore energia.

25 anni sono sufficienti a “perdere la memoria”, ma le fotografie fissano indelebilmente su carta e negativi quella memoria perduta dall’uomo.

Ho trascorso molte ore di questa estate a parlare con i miei coetanei, anche più vecchi, con i pescatori che frequentano ed hanno frequentato gli stessi luoghi di questi scogli diventati “fantasmi”. Dapprima un senso di incredulità, poi alla vista delle foto, quella pittoresca e sicula esclamazione; poi una maggiore attenzione: quello scoglio (e gli scogli) un tempo emerso, ed oggi sommerso, se lo ricordano un po’ tutti, ma il suo progressivo inabissamento è avvenuto senza gran clamori.

E’ cresciuto il livello del mare? Se, così fosse, se ne sarebbe accorto tutto il Mediterraneo.

Una straordinaria alta marea locale che dura da 25 anni? I geofisici si sarebbero già trasferiti qui stabilmente per studiare l’anomalo fenomeno.

Erosione ad opera del mare? No! Il profilo degli scogli è sempre quello, dopo 25 anni.

Forse lo scoglio si è “assestato?”.  In questo caso tutti gli scogli attorno all’isola di Augusta si sarebbero “assestati”.

Una parte dell’isola su cui sorge Augusta sta sprofondando? È un’ipotesi possibile. Come, perché, da quando?

In base alle fotografie il livello di sprofondamento può generare meraviglia, ma anche preoccupazione.

Se è stato un fenomeno legato al sisma del 1990 allora è un campanello d’allarme per il prossimo terremoto;

se fosse in atto un altro tipo di fenomeno (sprofondamento dell’isola – circa un metro in 25 anni -) sarebbe preoccupante lo stesso.

Dalle notizie ricevute (spero anche in altre conferme) sono sprofondati pure i “massi”, quei grandi blocchi cubici di cemento che fanno da frangiflutti attorno al castello.

Mi è stato segnalato anche che nella zona a destra del faro S. Croce dove c’erano i vasconi, anch’essi sono interessati al fenomeno, così pure la banchina del Granatello. Nessun riscontro per ora riguardo il porto megarese.

Se queste notizie risultassero vere le future generazioni di Augusta avrebbero un problema in più, specialmente quelle del Quartiere Borgata.

Beh! Allora qualcuno dovrebbe intervenire per evitare che un giorno una parte di Augusta possa diventare un parco archeologico subacqueo o bisogna monitorare il fenomeno per attrezzarsi per il futuro.

Augusta, 31 agosto 2005

Prisutto Palmiro

Augusta, area sismica di primo grado

Non abbiamo bisogno di provare con dichiarazioni legislative o altri documenti se siamo una zona sismica S=12 o S=9.

 

La Natura ha gia' dato il suo responso inequivocabile infischiandosene di scienziati, politici ed amministratori, sindacalisti e giornalisti.

Mi fa meraviglia che proprio queste  categorie di persone, - forse perche' si ritengono per intelligenza “cittadini superiori o speciali” -  non tengono in alcun conto quanto la Storia e la Natura qui ci hanno insegnato.

La ciclicita' e la violenza dei terremoti succedutisi in questo territorio non lasciano adito ad alcun dubbio e, purtroppo, gli scienziati lo sanno. Chissa' perche', ai rischi gia' donatici dalla Natura si debbano aggiungere anche quelli provocati dall’uomo con le sue scelte insensate prima e scellerate dopo.

Che la nostra area sia sismica di primo grado lo sanno tutti: dall’uomo della strada ai legislatori. Fanno finta di non saperlo solo quelli che hanno pensato di profittare sul nostro territorio e sulla nostra pelle.

 

Da una pubblicazione dell’INGV traggo fuori alcuni passaggi:

 6. PERICOLOSITA' SISMICA DELLA SICILIA SUD ORIENTALE.

TERREMOTI DI SCENARIO PER AUGUSTA, SIRACUSA E NOTO

L. Decanini, F. Mollaioli, G. F. Panza, F. Romanelli, F. Vaccai All’interno dell’ASI (=Area Sismica Iblea) possono essere distinte due aree approssimativamente separate dal meridiano 14�53’ E.

Nella parte occidentale si presenta un numero abbastanza grande di eventi di non elevata intensita' con ipocentri piuttosto superficiali.Nella parte orientale lungo la costa ionica si e' avuto un numero minore di terremoti, ma di elevata intensita' e maggiore profondita'. In questa parte dell’ASI sono avvenuti i treeventi piu' disastrosi (1169, 1542, 1693). ………… Dagli studi geofisici si desume che il flusso di calore nella zona della Scarpata (circa 50 mW/m2) risulta compatibile con la possibilita' di generazione di eventi sismicidi grande portata quali quelli del 1169 e 1693.I dati di geofisica marina hanno consentito di individuare diversi segmenti, di cui il piu' settentrionale si prolungherebbe in terra fino all’area etnea. La suddivisione delsistema della Scarpata Ibleo-Maltese puo' essere sintetizzata come segue:� Segmento Settentrionale Etneo (Timpe) con una lunghezza di circa 15 km. Probabile responsabile del terremoto Catanese del 1818 (MS=6.2 – Io=IX).� Segmento del Golfo di Catania con una lunghezza di circa 28-30 km.� Segmento Augusta-Siracusa con una lunghezza di circa 50-55 km.Questi due ultimi segmenti possono essere ritenuti come le sorgenti piu' probabilidei terremoti distruttivi del 1169 (MS=7.7 – Io=XI) e dell’11 gennaio 1693 (MS=7.7 –Io=XI).Altri eventi ascrivibili a questi due segmenti principali della Scarpata Ibleo-Maltese o a strutture trasversali associate sono quelli del 1125 (ML=5.8 – Io=VIII-IX),del 1848 (MS=5.4 – Io=VIII) e del 1990 (MS=5.4 – Io=VII-VIII). Anche la scossa del 9gennaio 1693 (ML=5.8 – Io=VIII-IX), pur con maggiori incertezze, potrebbe essereattribuita ai due suddetti segmenti. …………… 

6.3 Analisi storico sismologica

6.3.1 Caratteristiche fondamentali della storia sismica dell’ASI. Data-set regionale

La Sicilia Sud Orientale e' stata sede di numerosi eventi sismici, e in particolare ditre grandi terremoti avvenuti nel 1169 (Io=XI MCS), 1542 (Io=X MCS) e 1693 (Io=XIMCS). Il catastrofico evento dell’11 gennaio 1693 costituisce quello rimasto piu' impresso nella memoria storica a causa della gravita' dei danni provocati e della notevole estensione dell’area colpita, sia dei cambiamenti storici, sociali, architettonici eurbanistici che produsse. Si puo' considerare che questo terremoto corrisponde a uno degli eventi piu' forti registrati nella storia sismica italiana. ………………….. Una prima indicazione dell’elevata Pericolosita' Sismica della Sicilia SudOrientale, si desume dalle massime intensita' osservate e dall’inviluppo delle isosisme dei terremoti piu' distruttivi. Praticamente la totalita' del territorio emerso corrispondente all’ASI ha subito, in passato, almeno una volta effetti sismici equivalenti al IX MCS,mentre circa l’80% e' stato soggetto almeno una volta all’intensita' X MCS. L’inviluppo degli effetti superiori al X MCS (1169 e 1693) copre circa un quinto della superficie emersa dell’ASI, e ricade prevalentemente entro il settore CAS (=Catania, Augusta, Siracusa). Buona parte delle coste e pressoche' la totalita' del settore costiero orientale hanno subito gli effetti di tsunami in conseguenza di terremoti avvenuti nell’ASI o altrove.

Augusta ha risentito due volte intensita' superiore a X MCS (1169 e 11/1/1693),una volta VIII-IX MCS (9/1/1693) e in due occasioni e' stata colpita da effetti equivalenti al VIII MCS (1542 e 1848). ………………… Dal confronto tra le storie sismiche dei tre siti emerge che Augusta e' il luogo che ha risentito maggiormente gli effetti degli scuotimenti sismici. Risentimenti di poco inferiori corrispondono a Siracusa. Invece Noto risulta il sito che ha subito gli effetti minori dai terremoti del passato. 

………………………………

 

Suggerisco di leggere anche il libro APOCALISSE IN SILICILIA dove si racconta anche dell’esplosione della polveriera del castello di Augusta in seguito al terremoto del 1693.

L’esplosione della polveriera aggiunse altri ottocento morti ai 2.400 gi� provocati dal terremoto portando il numero delle vittime a 3.200 nella sola Augusta.

Se volete che la tragedia si ripeta con il rigassificatore continuate a difenderlo con le vostre “veline”. Gli articoli veri li scriveremo a tragedia avvenuta.

  

il futuro di augusta

 

 

 

 

PROVE TECNICHE

Non so se Augusta abbia più un futuro:

hanno chiuso il campo sportivo

ma hanno allargato il campo .... santo

per mucca pazza tutti avevano paura di comprare carne

per l'influenza aviaria nessuno comprava pollo

Quando s'è scoperto il mercurio in mare ad Augusta tutti compravano pesce.

a prezzi maggiorati, ovviamente.

La bonifica del porto quelli che l'hanno inquinato non la faranno.

forse la farà lo stato (cioè noi).

oltre il danno la beffa.

breaker